martedì, luglio 01, 2014

Bigio @ Radio Factory



Intervistato da Radio Factory durante La Sagra dei Fumetti, a Villafranca di Verona!

mercoledì, giugno 25, 2014

We Love Cosvideos con Bigio


Qualche giorno fa sono stato ospite della fumetteria Dragon Legend, che ha aperto da appena pochi mesi sulla via Appia a Roma, tra la metro Furio Camillo e Colli Albani. Vado sempre molto volentieri ospite delle fumetterie, lo trovo un modo migliore -umanamente parlando- di promuovere il mio fumetto. Ho la possibilità di parlare con chi viene a conoscermi, posso dedicare più tempo ai disegni, trascorro il tempo più serenamente. Le fiere del fumetto, quelle medio-grandi come Romics, Lucca Comics & Games, Cartoomics, mi costringono a tirar via i disegni velocemente, con risultati assai poco apprezzabili (secondo me). Comunque, tagliando corto, durante la mia permanenza presso la fumetteria Dragon Legend sono stato intervistato da Andrea Pierini, quello di We Love Cosvideos. Il risultato lo potete apprezzare qui sopra. Buona visione!

giovedì, giugno 05, 2014

La nascita di "Drizzit - il Gioco di Carte"

Come annunciato nel blog ufficiale di Post Scriptum Games, il prossimo autunno arriverà il Gioco di Carte di Drizzit. Si tratta di un prodotto che in questi mesi si è deciso di realizzare e al quale si è lavorato parecchio. Ma andiamo con ordine. Tutto inizia l'autunno scorso con un vago accenno all'intenzione di fare qualcosa del genere da parte di Lucio (editore a capo di Shockdom). Lì per lì ricordo che la cosa non mi entusiasmò particolarmente, gli dissi che ci avrei pensato. Poi sono tornato alla mia scrivania, mi sono seduto, e ho cominciato a buttare giù idee a riguardo. Morale: nel giro di una settimana avevo tra le mani circa 150 carte di un prototipo molto acerbo di gioco, tutte disegnate e scritte a mano, pronte per essere playtestate.

Durante i mesi invernali del 2013 ho provato svariate volte il gioco, proponendolo in ludoteca, giocandolo con gli amici e apportando tantissime modifiche. Contemporaneamente comunicai a Shockdom che avevo deciso di farlo (anche, che per la verità lo stavo già playtestando). Ricevetti una mail da parte di Andrea Chiarvesio, game-designer di nota fama, che era interessato a partecipare alla creazione del gioco in quanto fan del fumetto. Anche solo leggendo il regolamento, mi diede buone idee che integrai subito nel gioco. Purtroppo ancora non sapevo proprio come procedere quindi rimandai ogni ulteriore decisione sullo staff creativo a data da destinarsi. Continuai a lavorare al gioco da solo, finché non seppi che Post Scriptum era interessata a produrre il gioco. Al Cartoomics di Milano incontrai Mario (editore di Post Scriptum) e assieme a Lucio e a qualche lettore che era venuto per farsi firmare gli albi di Drizzit, improvvisammo una partita durante la quale spiegai a entrambi gli editori qual era la mia idea per un Gioco di Carte di Drizzit:

Essenzialmente, avrei voluto che il lettore affezionato di Drizzit non restasse deluso dal gioco, trovandosi per le mani, dopo l'acquisto, un prodotto diverso da quello che effettivamente si sarebbe aspettato. In pratica secondo me era obbligatorio che si giocasse interpretando i personaggi del fumetto, e che il gioco in qualche modo "simulasse" un'avventura di Drizzit ad ogni partita. Non mi piaceva l'idea che il gioco di Drizzit fosse un party-game, o un gioco tutti contro tutti: il fumetto di Drizzit non è così. Inoltre molti dei lettori di Drizzit, ne ero e ne sono sicuro, sono persone che di fronte a un giochino troppo semplice avrebbero storto il naso. D'altro canto, non volevo che il gioco fosse troppo complicato perché temevo che tanti altri lettori, meno esperti di giochi, avrebbero finito per non apprezzare un regolamento troppo lungo o complesso.

Rileggendo quali erano le mie premesse, e considerato che in quel momento avevo già in mano un prototipo di gioco, mi rendo conto di essere stato piuttosto duro. Ma quasi subito misi in chiaro che il gioco poteva (anzi doveva) essere ulteriormente provato e migliorato. Dopo il Cartoomics iniziammo a lavorare sul gioco, playtestandolo e aggiustandolo sempre di più. Andrea fu contattato e divenne a tutti gli effetti uno dei creatori del gioco. Marco Cosentino (artista disegnatore per ZenoScope Entertainment e altre case editrici statunitensi) venne assoldato per impostare l'aspetto grafico delle carte, i dorsi e le cornici che avrebbero circondato disegni, punteggi e testi. Naturalmente, io ci avrei messo i disegni, oltre a rompere le balle sulle modifiche che non mi piacevano del regolamento.

Il gioco, nella sua veste di regole ben delineate, prese forma nelle settimane successive. Cinque personaggi giocabili, che è possibile interpretare in partite da uno a cinque giocatori. Ogni personaggio è uno dei protagonisti del gioco e ha una serie di poteri, oggetti e alleati a disposizione da utilizzare durante la partita. Il mazzo principale delle carte genera una serie casuale di difficoltà: eventi, trappole e letali nemici. Occorre affrontarle per avanzare nel tragitto che porterà il gruppo a scontrarsi con un boss, poi con un altro, e poi con un altro ancora. Il gioco è strutturato in modo che alcune delle carte possono essere sostituite in modo da decidere che tipo di avventura affrontare (nella scatola base saranno già presenti tre diverse ambientazioni), mentre il livello di difficoltà della partita potrà essere deciso variando alcune impostazioni, come il numero di provviste presenti inizialmente nella bisaccia, o la lunghezza del "sentiero" ovvero della strada da percorrere per arrivare ad affrontare ogni boss. Più in generale, il Gioco di Carte di Drizzit è più un gioco da tavolo con le carte che un un gioco di carte in senso stretto, e per vincere i giocatori dovranno collaborare fra loro e saper sfruttare i punti di forza (e le debolezze) dei personaggi che interpretano. Addirittura dove sedersi, attorno al tavolo, potrebbe essere fondamentale, in quanto alcuni personaggi possono difenderne altri ma solo se sono vicini di posto.

Ho cercato di dare al gioco una struttura semplice, di creare carte divertenti, di lavorare affinché il prodotto finale potesse piacere a tutti i lettori del fumetto, sia quelli un po' più esperti di giochi che quelli che non hanno mai lanciato un dado in vita loro. Non mi aspetto che il gioco vinca il premio per il prodotto ludico più innovativo dell'anno, né che svetti tra i concept più originali tra i giochi in scatola. Mi aspetto invece che sia il Gioco di Carte di Drizzit al 100%, ovvero il gioco di carte migliore che si potesse fare basandosi sul mio fumetto e rispettandone le atmosfere, l'umorismo, le storie i personaggi.

Attendo le vostre opinioni, quando uscirà, a Ottobre!

mercoledì, maggio 14, 2014

Il prossimo viaggio di Bigio


Lascio qui sul mio blog uno screenshot dei miei impegni per le prossime settimane, così anche chi non frequenta facebook può sapere dove e quando trovarmi. Per maggiori info su ognuno di questi eventi vi consiglio di cercarli con google, trovare la pagina ufficiale e scoprire con esattezza dove e quando avranno luogo: io sono solo un ospite!

Se nei prossimi weekend riuscite a beccarmi da qualche parte, dedica assicurata!

lunedì, maggio 05, 2014

Intervista @ Bigio (Drizzit)



Grazie a Bonobo Prod. che mi ha intervistato mentre disegnavo presso la fumetteria Guruguru di Torino!

lunedì, aprile 28, 2014

C'è modo e tempo per una commissione

Mi capita spesso che dei lettori mi contattino per un disegno o per commissionarmi un lavoro. Scrivo questo post in modo da mettere nero su bianco alcune questioni riguardanti le modalità con le quali si commissiona il lavoro di un autore (in generale) e in particolare che tipo di lavori sono propenso ad accettare (io in particolare), a quale costo e perché.

1. Contattare un autore per una commissione.

Quando si contatta un autore per una commissione, assicurarsi innanzitutto di non stare proponendo di lavorare gratis per qualsiasi motivo. L'autore in questione probabilmente ha già un lavoro retribuito e viene pagato per quel lavoro, quindi scrivergli di realizzare per voi un disegno perché è il vostro compleanno, vi sposate, la vostra ragazza è una grande fan oppure perché "avete in mente un progetto molto fico e ho pensato a te" è del tutto inopportuno. Dovete pensare che realizzare qualcosa, per un autore, è davvero il suo lavoro. Come riparare macchine è il lavoro di un meccanico. Voi andreste mai da un meccanico a dirgli: "ehi, la mia ragazza oggi compie 18 anni, le ripareresti la coppa dell'olio della panda gratis, per festeggiare?" ...non credo. Fareste la figura degli idioti. Pensateci quando scrivete a un autore chiedendogli di lavorare gratis.

In secondo luogo, evitate di rapportarvi con lui come se stesse cambiando figurine sul muretto dei giardinetti pubblici. Roba tipo: "ahò ciao quanto pigli per un disegno, così ti ricarico la postepay" andrebbe evitata. Sarebbe meglio: "ciao Bigio, volevo commissionarti un lavoro, posso chiederti qual è il prezzo di un disegno con Baba Yaga che lancia fulmini dagli occhi?". Così magari l'autore vi risponderà e voi potrete valutare la commissione, discuterne e giungere a un accordo. Non è la formalità che è richiesta, ma semplicemente la serietà visto che quello che state facendo è ingaggiare un autore per un lavoro, che è appunto una cosa seria.

2. Cosa chiedere a un autore.

Cercate sempre di domandarvi se la richiesta che state facendo è fuori luogo o meno. Ad esempio io non contatterei mai un autore di strisce a fumetti per chiedergli di progettarmi il sito web. Oppure non mi rivolgerei al disegnatore di Topolino per commissionargli un quadro ad olio con soggetto mia nonna (per quanto molti disegnatori di Topolino siano dei grandi artisti e saprebbero farlo bene), a meno che non vogliate vostra nonna in versione Disney. Non c'è nulla di male nel chiedere, sia chiaro, ma è ovvio che vi conviene sempre scegliere l'autore più adeguato al lavoro che avete in mente. Ad esempio chi contatta me per farsi fare il ritratto a matita del volto della propria ragazza sbaglia completamente autore: non sono capace e non è il mio campo! Io disegno personaggi buffi e strisce umoristiche. Per i ritratti, è meglio chiedere a un ritrattista.

Nel mio caso specifico, sono sempre ben propenso ad accettare commissioni che riguardano il mio fumetto e i miei personaggi, anche per una questione di piacere personale nel disegnarli, mentre trovo del tutto fuori luogo che mi si chieda di disegnare soggetti di altri autori o addirittura cose che non c'entrano niente con quello che faccio. Tutto il resto, lo valuto. Ma questo riguarda me personalmente, credo.

3. Quanto costa un mio disegno.

Il costo di un mio disegno dipende essenzialmente da quanto tempo spendo per realizzarlo. Il prezzo minimo è ovviamente il costo del materiale che utilizzo. Considerate tanto per capirci che i pantoni costano 3-4 euro l'uno, fino a 7-8 euro a pennarello per quelli più professionali, e si esauriscono a velocità impressionante; il cartoncino costa attorno ai 5 euro per 10 fogli (la marca che compro e uso io, naturalmente); l'inchiostro per la fudepen costa 8 euro per due cartucce e anche quelle si svuotano velocemente, in media ogni dieci disegni. Ma senza considerare il lavoro di un autore, il costo di un disegno non sarebbe più di 5 euro.

Il punto è che il lavoro va retribuito, e così come un operaio o una colf vengono pagati in base alle ore di lavoro, è giusto che altrettanto venga pagato anche un autore. Un disegno formato A5 realizzato china e pantoni su cartoncino non mi porta via più di un'ora o due, dipende anche dal soggetto, quindi io semplicemente moltiplico una tariffa base oraria per il tempo che impiego a realizzare il disegno e chiedo quella cifra. Ecco perché un A6 dipinto ad acquerello costa venti volte tanto un A5 disegnato a china. Perché richiede 20 volte tanto in termini di tempo di realizzazione. Contattatemi per maggiori informazioni.

4. Il tempo richiede tempo.

In ultimo, non è detto che se siete disposti a commissionare un lavoro a un autore e a pagarlo giustamente, quell'autore accetti automaticamente di farlo. Nel mio caso, spesso la questione è il tempo. Portando avanti tanti progetti, anche volendo non ho molto tempo da dedicare alle commissioni, e qualche volta pur avendo tempo preferisco dedicarlo a disegnare quello che voglio anziché al lavoro su commissione. Perché per me disegnare, scrivere e creare cose è qualcosa che non farei altrettanto bene se non fossi libero di decidere se farlo oppure no.

mercoledì, aprile 23, 2014

L'insensata fobia degli spoiler

Come tante altre cretinate che nascono su internet e per colpa di internet e poi sempre grazie a internet si diffondono senza argine, la fobia degli spoiler è un male che affligge il cervello delle persone causando danni irreparabili.

Anticipazione del nuovo abito di Baba Yaga, per il finale della serie Il Popolo del Cristallo Rosso. Se la vostra reazione a riguardo anziché essere "Fico!" oppure "Che schifo!" è più simile a qualcosa tipo: "Ehi questo è uno SPOILER!!!" allora siete malati di fobia dello spoiler. Fra qualche anno, sarete la gioia di qualche analista.

Ok, contestualizzo: bisogna finirla con 'sta fobia degli spoiler, occorre che si capisca DAVVERO cos'è uno spoiler perché mi sono rotto le palle di andare a cena in pizzeria con gente che non appena inizio a parlare di un film ti fa "no, basta non dirmi niente, odio gli spoiler!" Macheccazzo, non si può più davvero nemmeno parlare di un film?
Altro caso: metto online la locandina della nuova serie di Drizzit (la metto prima che esca la serie, altrimenti a che cazzo serve?) e gente che mi parla di "spoiler". No, ragazzi, si chiama locandina. Oppure immagine promozionale. Esiste da SECOLI, probabilmente da prima che nasceste, e sicuramente da prima che foste affetti dalla fobia degli spoiler.

Lo spoiler di un film, ad esempio, è tale sono quando TI ROVINA il film. Il trailer (se è fatto bene), non te lo rovina. La locandina di un film, non te lo rovina. La copertina di un libro, non ti rovina il libro. Non è che lo scarafaggio in copertina su "Le Metamorfosi" di Kafka è uno spoiler, cazzo! Imparate a distinguere! Se sulla locandina di Batman c'è lui con un braccio rotto, non è uno spoiler, bimbiminkia! E' una locandina! Sui sussidiari delle medie non ci sono spoiler dei libri, sono estratti fatti apposta per farti capire e apprezzare i libri, messi lì per scopo didattico! Che cazzo fai, non studi italiano perché hai paura di spoilerarti i classici? Ora, io capisco che appunto di trailer come si deve ce ne sono sempre meno... ci sono film, come il recente 47 Ronin o l'ultimo Riddick, che rimettendo in ordine le immagini del trailer avresti potuto riscostruire completamente (il che è indice anche della qualità del film, ovvio, ma non è quello il punto), ma in generale parlare di un film, sì anche di un cazzo di film che non hai visto, non è spoilerarlo, è solo -appunto- parlarne!

Poi oltretutto a me piace tantissimo parlare di libri, videogiochi, film... e mi piace anche raccontarli a chi non li ha letti, giocati o visti, perché mi piace prepararli alla visione del film, sottolineando loro quali sono le parti che mi hanno più colpito, quelle che ho apprezzato di più, quelle che secondo me dovrebbero osservare meglio, con più attenzione. E' ovvio che non rivelerei mai l'assassino, o un plot-twist importante, o che fine fa un personaggio... QUELLO sarebbe spoiler. E mi piace tantissimo quando un amico mi parla di un film che non ho visto, descrivendomi una scena che ha trovato magnifica! Quando vedrò il film, giunto a quella scena, me la godrò di più perché noterò dei dettagli su cui lui ha posto l'accento. Stessa cosa coi libri: "Devi leggere Elianto, è bellissimo! La scena con i diavoletti..." "Che succede coi diavoletti?" "Eh niente, non voglio spoilerarti nulla!" Ma VAFFANCULO raccontami 'sta cazzo di scena!!!

Imparate a capire il mondo, prima di tapparvi il cervello!